mercoledì 5 maggio 2010

Nucleare in Italia: niente panico(moriremo tutti)


Nucleare italiano fra tre anni, grazie alla nuova tecnologia sviluppata insieme alla Russia. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi incontrando il premier russo Vladimir Putin a Lesmo il 26 aprile. Berlusconi ha firmato l’intesa con Putin, che poi si è dissolto in una nuvola di zolfo.
Secondo il segretario dell’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) Primo Mastrantoni, tra costi di costruzione delle centrali, la gestione e l’allocazione delle scorie, oltre ai sistemi di sicurezza, alla fine per il consumatore italiano non ci sarà alcun risparmio per il nucleare. Ma il garante dell’operazione nucleare Francia-Italia, che risale allo scorso febbraio, è l’ENEL, il COLOSSO ENERGETICO ITALIANO. OOHHH… COLOSSO ENERGETICO! Mmm… sono tutto un brivido. Vediamo di cosa è stato capace il COLOSSO.
Negli anni Settanta, l’Enel si lanciò con entusiasmo nell’avventura del reattore (guarda un po’ francese) SuperPhoenix: una tecnologia incredibile che prometteva di produrre combustibile nucleare dalle proprie ceneri. Fu un fiasco colossale e la centrale fu chiusa per manifesta inefficienza. La centrale Epr (European Pressurised Reactors) in costruzione in Finlandia già mostra enormi problemi dal punto di vista della realizzazione e della sicurezza. Appena l’Enel lo ha saputo, è corsa dalla Francia a ordinarne 6.
Ma poi, abbiamo veramente bisogno di tutta questa energia elettrica in Italia? Diamine, io capisco che gli Stati Uniti abbiano 104 reattori nucleari - ogni giorno lì hanno qualcuno da friggere sulla sedia elettrica. Ma noi?
E le scorie? Gli USA non hanno ancora trovato una sistemazione valida per le scorie delle armi nucleari dimesse. Quando bruci l’uranio arricchito non basta aprire un po’ la finestra e far cambiare l’aria. Restano scorie che sono radioattive per 300 mila anni (minuto più minuto meno) che ti fanno diventare la pelle trasparente. Un bel guaio, quando vuoi schiacciarti i brufoli. E poi, dove le seppellisci? Il lago di Como è già strapieno di cadaveri, e nelle tasche dei vecchi giubbotti non ci stanno tutte.
Spagna, Cile, Messico, India, Germania e Stati Uniti stanno puntando sul sole. Perfino la Cina, che ha l’asfalto in cielo, ha pensato al Sole. Ogni anno nel mondo gli investimenti in tecnologie solari crescono del 40%. In Italia no. In Italia, l’argomento degli scienziati del centro destra è stato più o meno questo “Potremmo costruire favolose centrali nucleari… oppure potremmo dipendere dal Sole… una fonte di energia che comunque si spegnerà fra 5 miliardi di anni. Pensiamoci bene”. Ding ding ding! Vince il nucleare per ko tecnico. In Italia, il sole continuerà a servire solo per abbronzare Gianfranco Fini.
Berlusconi proclama che la prima pietra delle nuove centrali sarà posta nel 2013 (durante la legislatura) e la produzione si avvierà nel 2020. Si dice che il nucleare porti meno emissioni di anidride carbonica, quindi che tenga a bada i cambiamenti climatici. Ok. Quindi aumentiamo le centrali nucleari. Così si consumano le 4 milioni di tonnellate di uranio disponibili sul pianeta di circa 30 anni. In Italia, se tutto va come previsto, si potranno quindi usare le centrali per soli 20 anni: troppo poco tempo, per distruggere tutto!
Ma i reattori Epr che la Francia vuol farci costruire in Italia sono più sicuri di quelli di vecchia generazione, dobbiamo stare tranquilli. Un reattore nucleare dietro casa. Proprio quello che cercavo, per rilassarmi. Gli Epr, però, secondo una inchiesta del quotidiano The Indipendent, sono meno esposti al rischio, ma in caso di guai fanno il doppio delle vittime. I francesi hanno una strana concezione del termine ‘sicurezza’. Oppure, più semplicemente, ce l’hanno ancora con noi per la finale persa nel 2006.
Ma poi, dove le mettiamo queste centrali che segneranno il rilancio energetico dell’Italia? Servono posti giusti non sismici, non vulcanici, non soggetti a alluvioni. Insomma, non in Italia.
La maggior parte delle Regioni, interpellate, han dichiarato l’inadeguatezza del proprio suolo ad ospitare le centrali. Dopo le ultime elezioni, la geosismica di alcune Regioni è cambiata, e improvvisamente il territorio è diventato adatto. Puglia, Campania e Basilicata, comunque, sono le candidate principali ad ospitare centrali nucleari (da 6 a 10, a seconda del proprio record a Tetris) e il Governo ha già impugnato davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali con cui le tre regioni hanno cercato di difendersi. La centrale deve sorgere vicino a corsi d’acqua, perché in caso di incidente nucleare si deve attuare un pronto raffreddamento e la gente deve avere la possibilità di suicidarsi annegando.
Sulla localizzazione dei siti di destinazione delle centrali, il capolavoro democratico è comunque il decreto legge del 15 febbraio di quest’anno (Gazzetta Ufficiale 8 marzo). All’articolo 11 (comma 6) del decreto, si legge che “ove non si pervenga ancora alla definizione di un’intesa(…) si provvede all’intesa con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, integrato con la partecipazione del Presidente della Regione interessata”. Cioè, decide Berlusconi. E al comma 7, si ribadisce che l’intesa “opera anche in deroga ai Piani energetico ambientali delle Regioni interessate da ciascuna possibile localizzazione”. Decido io tutto e me ne sbatto anche dei piani ambientali.
Berlusconi ha comunque già pronta la soluzione che metterà d’accordo gli scettici con i semplicemente terrorizzati e gli apocalittici con quelli che hanno scritto il testamento su una lastra di piombo: rassicurante disinformazione a tutto tondo (Minzolini ha già pensato di dipingersi di verde). Il nucleare? È pericoloso, ma anche i tuoi piedi non scherzano. Tu e tutti i tuoi discendenti avete la leucemia? Risparmierete soldi per shampoo e balsamo. C’è un fungo atomico in lontananza? Ehi ma lo sai che hai proprio una bella vista! Potresti star lì a studiare le questioni sullo stoccaggio delle scorie, oppure potresti stare a guardare in tv Belen Rodriguez che si massaggia le tette con il latte. Decidi tu.

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